Esistono esempi di postproduzione creativa volti a creare mondi immaginari e favolosi che non sconvolgono la nostra percezione del reale. È il caso di Jane Long, fotografa australiana, autrice di incredibili narrazioni surreali.

Completamente autodidatta, la Long sviluppa una grande passione per la fotografia tramite il suo lavoro di graphic designer e si cimenta con successo nel fotoritocco avanzato. La famosa serie The Dancing with Costică nasce da una brillante intuizione: la manipolazione creativa di immagini del passato.

Stavo chiacchierando con un contadino locale, quando mi ha chiesto se avevo mai fatto lavori di restauro su vecchie foto. Così non appena sono tornata a casa ho deciso che avrei trovato delle immagini da ripristinare per poi fargliele vedere. Mentre cercavo sul web, ho trovato l’archivio di Costică Acsinte e sono rimasta affascinata dalle immagini. Ho subito scaricato la foto della coppia dove lei ha in mano un bouquet di fiori, e l’ho restaurata e ricolorata. Se notate, la coppia ha un’espressione molto seria, quindi ho pensato di dargli un immagine più felice e spensierata. Sono innamorati quindi dovrebbero essere felici!

sposi

Jane scopre casualmente gli scatti in bianco e nero di Costică Acsinte, fotografo di guerra rumeno. Dopo la fine della prima guerra mondiale, Costică aveva lavorato fino agli Sessanta nel suo studio «Foto Splendid C. Acsinte» a Slobozia e alla sua morte, nel gennaio 1984, la sua collezione di quasi 5 mila negativi venne acquisita dal Ialomița County History Museum. Sicuramente Costică non avrebbe mai immaginato che oggi, a distanza di cento anni, avremmo parlato del suo lavoro: le sue foto del passato diventano la tela moderna di Jane.

Volevo cambiare il contesto delle immagini. Secondo le convenzioni fotografiche del tempo le persone raramente sorridevano in foto, ma ciò non significa che non abbiano mai riso o amato. Ho voluto introdurre questo nelle immagini […] Ho voluto dare loro la vita. Ma più di questo ho voluto dare loro una storia. Probabilmente non conoscerò mai la vera storia di queste persone, ma nella mia mente sono diventati personaggi e racconti di mia invenzione. Ho voluto lasciare una certa ambiguità nelle immagini, sospese tra realtà e fantasia, per far sì che fossero gli spettatori a giudicare le loro possibili vite.

L’artista ha metodicamente pitturato e rielaborato ogni singolo ritratto, ha riformulato colori, habitat e scenografie, inserendo i soggetti in palcoscenici fantastici e surreali, in contrasto con lo stile rigido e impostato delle foto dei primi decenni del Novecento. Questa sorta di restauro digitale ha inglobato e uniformato due storie diverse: la prima, dal sapore antico, sull’infanzia, gli adolescenti, il matrimonio, la felicità, la prima guerra mondiale; la seconda, più sofisticata e suggestiva, aggiornata alla realtà attuale.

Contesti onirici e surreali avvolgono i protagonisti: una donna in attesa del suo amante, bambini che giocano, soldati in uniforme circondati da enormi papaveri. Ciò che sorprende è il contrasto tra la leggerezza dello sfondo e la serietà dei volti. Jane, presenta una varietà di scenari completamente reinventati ma lascia che sia lo spettatore a decidere quali sensazioni evochino le fotografie.

Tra le manipolazioni più suggestive l’autrice sembra prediligere Innocence:

La bambina nella foto mi colpì immediatamente non appena la vidi. Ci è voluto un po’ per sviluppare l’idea giusta per lei però devo dire che sono soddisfatta della manipolazione che ho attuato. Inizialmente non avevo programmato di includere il pesce, ma poi quando ho guardato la foto, mi sembrava troppo vuota e così ho aggiunto l’ampolla sulla sedia.

innocence
Innocence

Nella stessa dichiarazione, Jane descrive il processo creativo di Singalong:

Singalong è anche tra le mie manipolazioni preferite. Avevo scattato le immagini degli scheletri mesi prima di manipolare le foto di Costică, e appena ho iniziato a manipolare quella del musicista, ho immediatamente pensato di aggiungere le immagini degli animali-scheletro.

singalong
Singalong

Jane regala una storia nuova alle immagini del passato: non cancella i ricordi di guerra, né falsifica ciò che quelle immagini effettivamente raccontano. E a chi sostiene che sia irrispettoso manipolare le immagini di persone sconosciute, ribatte:

Al contrario! Volevo che la gente vedesse queste figure come persone reali, non solo una vecchia fotografia. L’aggiunta di colore cambia completamente la nostra percezione delle immagini.

Jane Long ci insegna ad andare oltre lo sguardo: laddove non si può raccontare qualcosa di nuovo, bisogna raccontarlo in modo nuovo. Non è un semplice fotoritocco. È l’intento preciso di dare una seconda vita, una nuova anima a degli scatti scoloriti, a persone dimenticate dal tempo.

Veronica Verzella

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