Perché disegno i personaggi dei miei film? Perché prendo appunti grafici delle loro facce, dei nasi, dei baffi, delle cravatte, delle borsette, del modo di accavallare le gambe, delle persone che vengono a trovarmi in ufficio?
Forse l’ho già detto che è un modo per cominciare a guardare il film in faccia, per vedere che tipo è, il tentativo di fissare qualcosa, sia pure minuscolo, al limite dell’insignificanza, ma che mi sembra abbia comunque a che fare col film, e velatamente mi parla di lui.

Federico Fellini

Lavora e scribacchia. Più che prendere appunti disegna caricature di amici e personaggi dei film in lavorazione.

Disegni, schizzi, tracce di colore e di pensieri fantasiosi: le carte di Federico Fellini ben esplicitano l’universo onirico del grande regista italiano, il suo cinema, la sua visione del mondo.

Felliniano…Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo.

Mostri marini, clown e acrobati, madonne e puttane, paparazzi e ballerine del music hall: tutte le tragicomiche creature del mondo felliniano sono riprodotte nel suo Libro dei sogni, un diario di «segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati» in cui si intrecciano incubi notturni, spunti per i film, persone amate o inventate, ricordi.

Fellini ha elaborato l’opera con impegno scrupoloso per circa un trentennio, dagli anni ’60 agli anni ’90, sotto consiglio dello psicanalista junghiano Ernst Bernhard, presso cui è stato in analisi dal ’60 al ’65. I sogni costituivano l’oggetto dei colloqui durante i quattro anni di sedute di analisi.

Echi e fantasmi dell’immaginario di un uomo che faceva cinema alla stessa maniera in cui viveva un sogno:

[…] che è affascinante finché rimane misterioso, ma diventa insipido quando provi a spiegarlo.

Il “Librone” spalanca le porte della psiche felliniana, dell’inconscio di un vero maestro dei sogni. Contiene passaggi crudi, in certi casi imbarazzanti: da caricaturista Fellini sa essere talvolta impietoso con se stesso.

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Autoritratto

Ma è anche la proposta di un viaggio per il quale ci mette a disposizione aerei, piroscafi, automobili, treni, dirigibili: perché dobbiamo alzarci all’altezza di donne gigantesche e sempre giunoniche, trasferirci da Rimini a New York in un battibaleno, osservare un cielo stellato che ci parla del mistero del creato.

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Sogno del 20-11-1974

Per riempire questi fogli Fellini ha usato i pennarelli come scandagli della propria psiche. Li ha riempiti di tracce che conducono sui mille tracciati della fantasia. E ci mostrano come il sogno individuale diventa disegno e si fa cinema.

In pratica, un sogno collettivo.

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Autoritratto con Oscar – Marzo 1993

 

Veronica Verzella

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