Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte dato un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure. E a che serve un libro – pensò Alice – senza dialoghi né figure?

Lewis Carroll

Nel 1969 il maestro del surrealismo Salvador Dalì collabora ad un’edizione speciale di Alice in Wonderland promossa dalla Press-Random House di New York, realizzando dodici litografie per i capitoli del romanzo e un’acquaforte per il frontespizio. L’applicazione di una serie di tecniche surrealiste gli hanno permesso di procedere a un’interpretazione originale della storia. Dalì riprende un’opera autografa del 1934, Paesaggio con fanciulla che salta la corda, e la colloca in tutte le illustrazioni come fosse un’icona: la sua Alice va in giro per il mondo saltellando sul tempo che passa e il suo corpo si trasforma in meridiana, proietta l’ombra lunga del suo destino mentre alle spalle brilla la luce di un’infanzia al tramonto.

paesaggio-con-fanciulla-che-salta-la-corda-1934
Salvador Dalì, “Paesaggio con fanciulla che salta la corda”, 1934

Chi, meglio di Dalì, poteva raccontare l’universo onirico di Lewis Carroll? Le splendide illustrazioni incontrano senza fatica i bizzarri abitanti, i paradossi, le assurdità e i nonsense che animano il Paese delle Meraviglie. E il risultato è un connubio irresistibile. Anzi, semplicemente “meraviglioso”.

Veronica Verzella

RIPRODUZIONE RISERVATA

Sitologia di riferimento

Annunci