Quest’è Bacco ed Arïanna,
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ’l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Trionfo– Lorenzo il Magnifico

Una ricca sequenza di atlanti in grisaille, medaglioni in falso bronzo, quadri riportati, putti paffuti e fauni beffardi incorniciano il capolavoro di Annibale Carracci: il Trionfo di Bacco e Arianna.

Palazzo Farnese - Volta Carracci
Palazzo Farnese, volta

L’affresco, commissionato dal cardinale Odoardo Farnese, è la parte centrale della volta della Galleria Farnese a Roma, dipinta fra il 1597 e il 1600. Diversamente da altre scene, il Trionfo non è un quadro riportato ma è inquadrato da una finta cornice architettonica che simula lo sfondamento del soffitto verso lo spazio esterno. Il corteo nuziale irrompe con una gioiosa danza che coinvolge Polifemo e Galatea, Paride e Mercurio, Diana e Pan in un tripudio manierista di colori e panneggi.

Il trionfo di Bacco e Arianna - Roma, Palazzo Farnese
Annibale Carracci, Il Trionfo di Bacco e Arianna

L’immagine procede da sinistra verso destra: Bacco, dio del vino, con la testa cinta d’edera e il tirso in mano, avanza su un cocchio dorato trainato da tigri; al suo fianco Arianna indossa una veste turchese che le lascia scoperte le spalle mentre un puttino le porge una corona di stelle, ad evocare il diadema che Bacco lanciò in cielo e trasformò in costellazione.

Trionfo di Bacco e Arianna - Particolare
Trionfo di Bacco e Arianna Particolare

Al corteo partecipano eroti, menadi, satiri danzanti con strumenti musicali, stoviglie, ceste colme di cibarie e Sileno ebbro sorretto su un asino. Lo spazio vuoto al centro contribuisce a dare respiro alla composizione.

Con lui ardenti, la mente in delirio, per tutto infuriavano, evoè, le Baccanti, evoè, rovesciando il capo. Alcune agitavano i tirsi dal pomo fronzuto, altre brandivano le membra di dilianato giovenco, altre si recingevano con spire di serpenti, altre celebravano le orge celate in cave ceste, le orge di cui invano i profano bramano sapere, altre battevano con le palme aperte i timpani, i corni di molte effondevano rauchi boati e il barbaro flauto strideva con orribile suono.

Carmina – Catullo

Sul piano compositivo il baccanale di Annibale è debitore di quelli di Tiziano, raffiguranti Bacco e Arianna e il Baccanale degli Andrii, e di Dosso Dossi realizzati per i Camerini d’alabastro di Alfonso I d’Este.

Dosso Dossi--Trionfo di Bacco
Dosso Dossi, Trionfo di Bacco

Incerto è il riferimento ad antichi sarcofagi. Un primo rimando può essere individuato nel rilievo sepolcrale in marmo conservato al British Museum di Londra, dove la figura del Sileno ebbro è molto vicina all’affresco principale della volta.

Sarcofago del British Museum
Sarcofago romano, particolare del rilievo – British Museum, Londra

Alcune assonanze si registrano anche con il disegno di Perin del Vaga, preparatorio di uno degli ovali in cristallo di rocca intagliati da Giovanni Bernardi ed incastonati nella Cassetta Farnese.

Le triomphe de Bacchus
Perin del Vaga, Baccanale, Cassetta Farnese

Per quanto riguarda le tematiche, l’opera raffigura il comune trionfo dell’amore spirituale e di quello sensuale, impersonati dalle due coppie del Bacco con la Venere celeste e del Sileno con la Venere terrena. Mentre Arianna è la Venere celeste, la figura femminile seminuda, sdraiata in basso a destra è la Venere vulgare e terrena.

Cartone per il Trionfo di Bacco e Arianna
Annibale Carracci, Cartone per il Trionfo di Bacco e Arianna, 1598 ca., carboncino su carta reale, cm. 345 x 332, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche

Il loro incontro avrebbe funzione augurale di una felice unione matrimoniale tra Ranuccio Farnese e Margherita Aldobrandini: in tal senso, l’incoronazione di Arianna con un ko diadema di stelle si riferisce sia al mito della formazione della Costellazione di Arianna, sia alle stelle degli Aldobrandini.

Stemma_Aldobrandini
Stemma degli Aldobrandini

Al tempo della realizzazione dell’affresco il doppio trionfo venne interpretato in modi diversi da Bellori nelle Vite e da Zoppio nella Montagna circea: per il primo, il trionfo di Bacco e Arianna è il simbolo della vittoria della virtù sugli appetiti suscitati dal vizio, rappresentato dalla coppia Sileno/Venere terrena; per Zoppio, invece, i trionfi rappresentano il raggiungimento dell’armonia fra le due tipologie di amore, quello spirituale e quello terreno/carnale, indispensabile per la felicità di un matrimonio.

La conduzione è per larga parte autografa ma la mole dei lavori rende evidente la necessità di lavorare con aiuti. Con ogni probabilità, il progetto iniziale differisce dall’opera portata a compimento: in un disegno preparatorio conservato all’Albertina di Vienna, si osserva che l’idea originaria era quella di raffigurare l’incontro a Nasso tra Bacco trionfante di ritorno dalle Indie ed Arianna dormiente, appena abbandonata da Teseo. Questo cambiamento potrebbe essersi verificato a causa del concretizzarsi dei propositi matrimoniali di Ranuccio e Margherita con la conseguente decisione di dare alla decorazione della Galleria, e in special modo al suo riquadro principale, funzione celebrativa di questa unione.

Annibale Carracci, Bacco e Arianna, Vienna, Albertina
Annibale Carracci, Bacco e Arianna, Vienna, Albertina

Mirabili sono la bellezza, la varietà e l’armonia delle figure, così come la vivezza dei colori e la resa polimaterica delle pelli, del vasellame, dei tessuti. Degni di nota anche i dettagli in rilievo del carro di Bacco e di un’anfora d’oro portata da una delle astanti, associabili ad alcuni lavori di alta oreficeria realizzati da Annibale ed Agostino Carracci per Odoardo Farnese.

Particolare carro di Bacco
Particolare dei rilievi del carro di Bacco

Annibale Carracci adotta la decorazione michelangiolesca della Sistina come modello di riferimento e tra finte membrature architettoniche, compone la sua volta come una finta quadreria con cornici dipinte e mirabili finzioni. L’insieme che ne risulta appare molto originale e dinamico, una vera festa per gli occhi e un preludio allo spirito barocco che di lì a qualche anno farà grande la città dei papi.

Veronica Verzella

RIPRODUZIONE RISERVATA

Bibliografia e sitologia di riferimento

Annunci