La Ragazza col turbante o Ragazza con l’orecchino di perla è un dipinto a olio su tela del pittore fiammingo Jan Vermeer, conservato nella Pinacoteca Reale Mauritshuis de L’Aia. Considerata la Monna Lisa olandese, l’opera conquista la fama con pochi elementi comunicativi: uno sguardo carico di fascino e mistero, la bocca socchiusa, le labbra umide, un atteggiamento naturale, il lampo di luce della perla nel buio. Quasi un’istantanea.

Il quadro rientra nel genere dei tronien, una forma artistica in voga nell’Olanda del Seicento. In questo tipo di ritrattistica, dove protagonista è il viso di individui convenzionali in costumi storici o esotici, i pittori non si preoccupano della somiglianza con individui esistenti ma solo dell’espressività dei volti.

Veermer dipinse il quadro nel 1665 circa e probabilmente rimase nello studio fino alla sua morte. Da quel momento se ne perdono le tracce. Ricompare nel 1881 in un’asta de L’Aia dove viene acquistato da Arnoldus des Tombe su suggerimento dell’amico e storico dell’arte Victor de Stuers: viene pagato incredibilmente solo due fiorini e trenta centesimi. Alla morte di Arnoldus, sopraggiunta nel 1903, la Ragazza e altri undici dipinti vennero donati al museo Mauritshuis come lascito testamentario.

La datazione si basa su dati iconografici e stilistici, e viene collocata a ridosso della Donna con brocca d’acqua e dei tronien a fondo scuro realizzati da Michiel Sweerts ad Amsterdam nel 1660-1661.

È possibile anche che Vermeer si sia ispirato al Ritratto di Beatrice Cenci di Guido Reni del 1599:

Guido Reni, Ritratto di Beatrice Cenci

Numerosissimi gli apprezzamenti nel tempo. Tra questi Jan Veth che nel 1908 scrisse:

Si potrebbe dire che questo, più di qualsiasi Vermeer, sia dipinto con polvere di perle.

In quel suo silenzio carico di mistero, nel corso dei secoli la giovane donna ha riscosso l’ammirazione di milioni di visitatori diventando il fulcro di una serie di mostre nel mondo. Una vera e propria gemma del Nord.

La ragazza di Vermeer

Su uno sfondo scuro, la fanciulla a mezzo busto ruota la testa di tre quarti verso lo spettatore, in favore della luce che piove da sinistra. A differenza degli altri ritratti di Vermeer, non abbiamo una caratterizzazione prettamente olandese dell’abbigliamento: la Ragazza indossa un mantello color rame, una camicia bianca, un turbante azzurro le avvolge la testa mentre un drappo giallo pende fino alle spalle, terminando in frange azzurrine. La fascia è stata dipinta con la tecnica del bagnato sul bagnato. Il pigmento utilizzato è un costoso blu oltremare, mescolato direttamente sulla tela e steso a pennellate semicircolari, ben visibili. Di contro, la giacca era un classico della moda olandese dell’epoca: maniche lunghe, cucitura alta e un’arricciatura sul retro. Nel colletto bianco si nota un impasto applicato con ampie pennellate, mentre la giacca è abbozzata.
Secondo gli studi eseguiti sull’opera, le ombre del volto sono state realizzate utilizzando una base rossa e bruna, sovrapponendo i passaggi di luce a un caldo strato color panna. L’effetto, esaltato anche dal contrasto dello sfondo, è un incarnato chiaro, giovane, perfetto e i dettagli che la incorniciano, impreziosiscono l’opera e la definiscono.

Ragazza con l’orecchino di perla

Il volto della ragazza, intriso di luce, mostra una rara bellezza: labbra rosse carnose e dischiuse, naso sottile e dritto, occhi grandi e vivi. Piccoli riflessi di luce, pennellati con maestria, danno vita al suo sguardo. Una grossa perla brilla sulla penombra del collo. La perla è dipinta utilizzando poche pennellate di biacca, separate l’una dall’altra: è l’occhio umano che ha l’illusione di vederla intera.

L’artista catturò con viva immediatezza l’espressione sfuggente, carica di un’innocente languidezza. Il fondo scuro mette in risalto le zone di luce, col colore applicato in pennellate dense e uniformi, poco sfumate, tranne nell’incarnato delicato e in alcune zone dove sono presenti piccoli punti, come nel contorno della bocca. Il virtuosismo pittorico è evidente. Dalla delicata fusione nel passaggio tra chiaro e scuro ai piccoli riflessi di luce negli occhi della ragazza, i tocchi di rosa nel labbro inferiore e nell’angolo della bocca producono un effetto straordinario.

L’orecchino del quadro, che cattura quasi da solo la centralità dello sguardo, è di grandi dimensioni ed è a forma di goccia. Sebbene la ragazza che lo indossa appaia di modeste condizioni, un tale gioiello veniva importato dall’Estremo Oriente ed era prerogativa delle dame aristocratiche dell’alta borghesia. In questo caso si tratta di un esemplare di grandi dimensioni, probabile imitazione veneziana in vetro soffiato. C’è tutta la maestria di Vermeer anche in questo monile.

Particolare

Vermeer non è un fijnschilder, un pittore raffinato. Eppure ottiene un effetto di realtà superiore a quello di qualunque altro pittore del suo tempo:

Vermeer sembra quasi non curarsi di quel che sta dipingendo, o addirittura non saperlo. Come si chiama questa macchia di luce? È un naso? Un dito? Che cosa sappiamo della sua forma? Per Vermeer questi problemi non esistono: il mondo concettuale dei nomi e della conoscenza è dimenticato, niente lo interessa all’infuori del visibile, la sfumatura, la macchia di luce.

Lawrence Gowing

A colpire sono le scelte dei colori, la lucentezza della perla, la posa della ragazza. In questo tronie si evidenzia la mancanza di un disegno preliminare sulla tela: Vermeer dipinge direttamente sul supporto. Il profilo del naso è dato da una differenza di colore dell’incarnato rispetto a quello della guancia, il profilo destro emerge dal buio senza soluzione di continuità. E il buio prosegue nel nero dell’occhio.

Johannes Vermeer è un pittore silenzioso, e qualcosa di misterioso affiora sempre oltre il velo di silenzio delle sue opere. Egli cancella ogni distinzione tra generi. Dipingere un paesaggio, una strada, una scena di carattere religioso, un volto per lui è la stessa cosa: non contano la penetrazione psicologica del personaggio o l’ammaestramento morale. Anche nella sua Ragazza con l’orecchino di perla, dagli occhi languidi e le labbra seducenti, ciò che conta è la pittura e il soggetto del quadro diventa il nudo oggetto di una visione, senza filtri o compromessi. Una magia calibrata e silente, questa è la pittura di Vermeer, questa è la sua Ragazza.

Veronica Verzella

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