Ut pictura poesis.

Orazio

Come nella pittura così nella poesia: le parole di Orazio calzano a pennello, è proprio il caso di dire.

La commistione fra scrittura e arte suscita spesso stupore. Ma il fare artistico non è semplicemente il saper disporre con gusto colori sulla tela: esige una profonda attività intellettuale, la stessa richiesta nella scrittura.

Molti sono gli scrittori che si sono cimentati con pennelli, matite, china e colori.

Lewis Carroll

Il manoscritto originale di Alice’s Adventures in Wonderland era intitolato Alice’s Adventures Under Ground e presentava a corredo i disegni imprecisi ma fantasiosi dello stesso Carroll. Solo più tardi lo scrittore aggiunse nuovi personaggi e situazioni e commissionò le illustrazioni a John Tenniel.

Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, – e a che serve un libro, pensò Alice, – senza dialoghi né figure?

Guillaume Apollinaire

Fin da bambino il disegno e la pittura avevano stimolato la fantasia e il talento di questo grande poeta, accompagnando e compenetrando l’attività letteraria. In particolare nel 1916, durante la convalescenza in un ospedale parigino, Apollinaire si era dedicato con intensità all’acquerello delineando figure di Arlecchini e Pulcinella, nudi femminili, ricordi d’ Algeria e immagini di soldati.

Arthur Rimbaud

Contrariamente a Paul Verlaine e Ernest Delahaye, il poeta francese aveva una matita ben lontana dall’eccellenza. Lo dimostra una serie inedita di disegni realizzati negli anni dell’infanzia e della gioventù che raffigurano ragazzini, scene di vita quotidiana in campagna e in città, animali e oggetti d’uso comune.

Eugenio Montale

Il grande poeta italiano cominciò a dipingere con continuità a partire dal 1945 dopo aver appreso i rudimenti del mestiere da Raffaele De Grada e Guido Peyron. Dagli olii passò presto alle opere su carte di piccole dimensioni eseguite con pastelli e “materiali di fortuna”. Definì giocosamente la sua opera pittorica “una sintesi tra de Pisis e Moranti”.

Carlo Levi

Artista eclettico usa con estrema scioltezza sia il pennello che la penna e da quest’ultima nascono alcuni dei capolavori della letteratura italiana come Cristo si è fermato a Eboli e L’Orologio. Fin da giovane si appassiona alla pittura e a partire dai 13 anni dipingerà quadri per tutta la vita.

Gabriele D’Annunzio

I suoi primi quadri sono dedicati al primo amore Lalla Zucconi, giovane fiorentina. Ma il desiderio di esprimersi con il disegno lo accompagnerà per tutta la vita. Agli intensi versi di Primo vere corrisposero in pittura colori forti e scene che evocavano l’amatissimo Adriatico: marinai sulla banchina, spiagge, paranze, reti, scogli, pescatori.

Federico Garcia Lorca

Il poeta catalano coltivò l’arte del disegno con grande semplicità, usando una varietà di mezzi tecnici, con la stessa capacità di raffinata invenzione e di ricerca del concreto che rende grande la sua poesia.

Dino Buzzati

Le opere pittoriche di Buzzati sono fortemente legate alle atmosfere e alle situazioni dei suoi romanzi e dei suoi racconti: lo stesso autore definì i suoi quadri “storie dipinte”, sottolineando la forte carica narrativa delle tele.

Il fatto è questo, io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Il mondo invece crede che sia viceversa, le mie pitture quindi non le può prendere sul serio. La pittura per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie.

Henry Miller

L’autore dei Tropici, Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno, fu anche un acquarellista. Tecnica non facile a Miller si dedicherà fin dalla giovinezza.

Dipingere è amare ancora, levarsi al primo fiorire del giorno per lanciare uno sguardo furtivo agli acquerelli fatti il giorno prima, o persino poche ore prima, come lo sguardo furtivo lanciato all’amata immersa nel sonno.

Hermann Hesse

Il vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1946 è certamente meno conosciuto per la sua attività di pittore che per i suoi capolavori letterari. Consigliato dal suo psicanalista, Hesse trovò un tale giovamento in questa pratica da farla diventare la sua attività prediletta. Lo scrittore, affascinato dalle suggestioni della natura e attratto dalla potenza espressiva del colore, nel corso della sua vita ha dipinto più di tremila acquerelli, per lo più paesaggi ticinesi dai vividi colori, e ha illustrato piccoli volumi e libri di poesie.

Jean Cocteau

Artista poliedrico, Cocteau fu scrittore, regista, sceneggiatore, attore e librettista, ma decise di raccontare “l’altro se stesso” attraverso il disegno. Ciò che colpisce nella sua tecnica è l’uso delle linee e delle forme: pur nella loro semplicità,  riescono a liberare la fantasia grazie all’aggiunta di delicati particolari.

Rudyard Kipling

I suoi disegni sono legati strettamente ai romanzi, in cui la natura è rappresentata come la conobbe durante la sua infanzia in India. Serpenti, elefanti, giungle misteriose e oceani popolati di balene e piovre giganti prendono vita con un tratto dal sapore Art Noveau.

Dario Fo

Le opere di Fo dimostrano una grande conoscenza del repertorio d’immagini della storia dell’arte, con citazioni esplicite che vanno da Picasso a Chagall. Dario Fo sceglie di rielaborare il linguaggio dei maestri del passato attraverso una sorta di prelievo del loro repertorio; un atteggiamento contemporaneo non nuovo nella storia dell’arte ma sicuramente di grande impatto.

Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista. I miei lavori teatrali spesso nascono come immagini. Disegno prima di scrivere. Mi sono abituato piano piano a immaginare le commedie, i monologhi in un contesto visivo, e solo in seguito in quello del recitato. Inoltre, disegnare ha per me una preziosa, decisiva funzione di stimolo creativo. Se mi capita di essere ‘smontato’ è proprio disegnando che mi vengono le idee.

Veronica Verzella

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